Larga la strada stretta è la via, dite la vostra che io dico la mia

Nuova tipologia di truffa informatica, sempre attraverso una mail di tipo phishing (o fishing), con l’obiettivo di rubare dati personali.

Da quanto ci risulta questa mail ha iniziato a girare da quest’anno 2016 arrivando principalmente nelle caselle di posta aziendali.

La novità è nella comunicazione della mail che simula la richiesta da parte della Procura della Repubblica di presentarsi in tribunale, per un appello in cui la persona che riceve questa mail rischierebbe l’arresto.

Ecco la mail:

Da: Procura della Repubblica [mailto:aon.913787136@aon.at]

Oggetto: L’arresto entra in vigore dal 27/05/16

Priorità: Alta

 

Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale ordinario
INVIATA PER LA PRESENTAZIONE
DI PERSONA SOTTOPOSTA AD INDAGINI
-art. 375 c.p.p.-
 
La presente per comunicarLe che il Suo patrimonio immobiliare, così come il Suo conto corrente bancario, verranno posti in arresto con l’accusa di mancato pagamento delle imposte e concorso in riciclaggio di denaro, ad effetto della causa
31003704
L’arresto entra in vigore dal 27.05.16
Lei potrà prendere visione della causa 31003704 cliccando sul link
In questo documento Lei ha la possibilità di trovare informazioni su come ricorrere in appello, il nominativo del giudice inquirente per la causa che La riguarda, la data e il luogo del dibattimento.
Nel caso in cui Lei non si presentasse al dibattimento, lo stesso avrà luogo anche in Sua assenza.
In caso di sentenza di condanna, Le verrà confiscata ogni proprietà e rischia una condanna fino a 15 anni di reclusione.
Data Protection e Privacy
Non si può pubblicare una lettera privata, anche se inviata via e-mail a più persone, senza il consenso dell’autore e dei destinatari. Il principio è stato ribadito dal Garante in seguito al ricorso presentato dal capo di un’associazione a carattere religioso, che aveva lamentato la pubblicazione di una e-mail su un quotidiano a diffusione nazionale, a lui indirizzata, contenente fatti confidenziali e riguardanti la propria vita intima. Nell’accogliere il ricorso, l’Autorità ha ordinato la cancellazione della lettera dall’edizione on line del quotidiano.

Eh se solo veramente lo Stato sapesse usare le mail… Come di consueto ho modificato il link fraudolento ( http://alfold.net/UeTcxwriGyM/U3KrC9cRequ.php?id=indirizzomail@mail.com a cui sconsiglio di accedere per non infettare il proprio pc) con una pagina del blog che sostengo.

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